La maglietta che aiuta a ritrovare i bambini che si sono persi

La maglietta che aiuta a ritrovare i bambini che si sono persi

Qual è l’incubo peggiore di un genitore, se non che suo figlio si perda in mezzo alla folla, magari in un luogo in cui è difficile ritrovarlo in fretta? A far vivere a tutta la famiglia delle vacanze e delle uscite più serene e rilassate ci pensa un brand di abbigliamento tutto italiano, Bea Barthes, che dà vita a creazioni per l’infanzia davvero deliziose. Oltre a essere belle e realizzate con tessuti di ottima qualità, questi indumenti sono realizzati con una speciale etichetta tecnologica, che permette di ritrovare il bambino se si perde nelle spiagge affollate, ma anche nei negozi e nei centri commerciali. Il capo di abbigliamento viene, infatti, dotato di un codice QR dotato di microchip NFC che è collocato sul bordo esterno del capo. Come funziona questo dispositivo che sta già facendo scuola?

L’etichetta viene acquistata e può essere cucita di volta in volta sui capi dei piccoli. Se il bambino si perde, il codice può essere inquadrato dalle persone che lo ritrovano e scatta immediatamente una mail che avvisa del ritrovamento e che manda uno spaccato di Google Maps che indica la posizione del piccolo. Il tutto chiede di essere configurato per la prima volta con i dati del genitore e chiede di pagare un abbonamento annuale al servizio, che però è davvero irrisorio, solo 5 euro all’anno.

Si tratta di un dispositivo molto intelligente, in quanto visibile da chi trova il piccolo e che permette di essere più tranquilli soprattutto se i bambini hanno un’indole molto vivace e tendono a smarrirsi perché hanno la testa fra le nuvole. L’etichetta può inoltre essere sostituita da un piccolo bracciale che ha la stessa funzionalità. Si tratta di un sistema che funziona in tutto il mondo, in quanto comunica con Google Maps, che non teme l’acqua e che non emette onde pericolose per la salute, ma che soprattutto non funziona con batterie ma con la semplice lettura del codice.

E chi poteva ideare questo sistema, se non una mamma? L’ideatrice è Francesca Fasoli, fondatrice di Bea Barthes, una linea di abbigliamento per “piccoli infaticabili sognatori”, come ama definirli lei. Il sogno di Francesca era quello di creare vestitini ideali per i momenti di gioco dei piccoli e allo stesso tempo utili alle mamme, capaci di semplificare la vita.
Il sistema è molto semplice: se il bambino si perde, avvicinando uno smartphone all’etichetta, chi lo trova vedrà comparire sullo schermo il numero dei genitori da contattare o a cui inviare un sms. L’etichetta si trova infatti all’esterno degli abiti e ci sono tutte le istruzioni per utilizzare facilmente il QR Code. Inoltre il sistema invia già, in automatico, una e-mail al papà o alla mamma con la posizione geolocalizzata su Google Maps del piccolo. Per attivarlo basta semplicemente accostare lo smartphone o leggere il codice QR o, ancora, connettersi al sito www.semiperdo.com riportato sul tessuto.

I cellulari di ultima generazione sono tutti adattati per la lettura dei QR Code e del codice NFC, e sono sempre più diffusi, quindi difficilmente il bambino che si è perso non riuscirà a trovare qualcuno in grado di aiutarlo. I vestitini firmati Bea Barthes sono acquistabili online e la mamma può decidere di richiedere, con un costo aggiuntivo di 5 euro, l’etichetta salva-bimbo! L’etichetta è disponibile anche sui costumini della linea, così da non rischiare di perdere il pargolo in spiaggia.

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