Televisione e spot pubblicitari per i bambini

Televisione e spot pubblicitari per i bambini

I bambini, spettatori speciali

Che la televisione sia ormai parte integrante delle nostre vite è un dato di fatto: nella maggior parte delle case il televisore rimane acceso per la gran parte della giornata, facendo da sottofondo a ogni genere di attività quotidiana. Ma è davvero salutare non porre alcun limite all’utilizzo di questo apparecchio domestico? Mezzo di informazione o riempitivo nei momenti di noia, una cosa è ormai certa: la televisione è uno strumento potente e suscettibile di utilizzi più o meno utili, ma anche di conseguenze dannose per la qualità delle nostre vite. Vita sedentaria, sovrappeso e problemi comportamentali sono solo alcuni degli effetti nocivi provocati da un utilizzo sconsiderato di questo elettrodomestico. La presenza di bambini in casa acuisce la necessità di pianificare una fruizione moderata e intelligente della televisione, rivolta a intrattenere e informare in armonia con le necessità di crescita e sviluppo – fisico e intellettivo – dei più piccoli.

Tv e bambini: cosa dicono gli esperti

Gli interrogativi che accompagnano l’utilizzo della tv in presenza di bambini piccoli sono numerosi. Negli anni, gli esperti hanno tentato di fornire risposte esaurienti ai genitori, indicando qualche regola di base che dovrebbe sempre accompagnare la visione. Già a partire dagli anni ’70, alcuni studi hanno dimostrato come un’esposizione precoce e continuativa al mezzo televisivo produca numerosi problemi comportamentali nei bambini, più propensi a mostrare disturbi comportamentali e dell’attenzione nella successiva età scolare. Non è tutto: trasformare il televisore in una baby- sitter tecnologica avrebbe ripercussioni sulle abitudini di vita e alimentari del bambino, causando una maggiore propensione all’obesità infantile, disturbi alla vista e mal di testa. Il consiglio, quindi, è quello di evitare del tutto la fruizione della televisione sotto i quattro anni d’età, e dopo i quattro ridurne comunque l’utilizzo a un massimo di due ore al giorno.

Come regolare la visione

Un utilizzo intelligente ed equilibrato del mezzo televisivo non è semplice: occorre tener conto di molti fattori. Quando la visione supera abitualmente le tre ore giornaliere, interferisce con le attività quotidiane e l’astinenza provoca nervosismo o insofferenza, per esempio, si devono considerare questi indici come campanelli d’allarme di un problema comportamentale legato alla dipendenza. In generale, può essere utile imporre alcune regole per arginare l’influenza della televisione sulle attività domestiche e sulle relazioni familiari. Mai accendere l’apparecchio durante i pasti, che devono essere un momento di serenità e condivisione durante il quale alimentare la comunicazione e la vicinanza di bambini e genitori. Meglio, inoltre, accompagnare il bambino durante la visione di programmi selezionati, intervenendo con le opportune spiegazioni, rivolte ad alimentare il suo senso critico. In primo luogo, anche gli adulti non sono immuni dalle strategie di fascinazione elaborate dal marketing o dalla dipendenza dal virtuale. Sopratutto le madri, per esempio, rappresentano un target preferenziale sul quale puntare per creare bisogni che inducano all’acquisto, come spiegato in questo articolo. A volte, quindi, il mezzo pubblicitario tenta di fare breccia sul genitore per alimentare necessità legate alle vulnerabilità dell’adulto, anziché rivolgersi in maniera diretta a quelle del bambino.

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