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Moncone ombelicale: come curarlo al ritorno a casa

Moncone ombelicale: come curarlo al ritorno a casa

Quando nasce un bebè i neo genitori devono far fronte a tutta una serie di esigenze del piccolo: la mamma pensa naturalmente al suo nutrimento, facendolo fin da subito attaccare al seno per favorire l’allattamento materno fin dalle prime ore di vita. C’è poi il pannolino da imparare a cambiare, con spugnette imbevute, acqua tiepida o salviettine all’occorrenza e magari anche una pasta a base di ossido di zinco per lenire eventuali irritazioni che potrebbero sopraggiungere. La routine del bebè, almeno inizialmente, è costituita da pochi semplici passaggi: mangiare, dormire, essere cambiato, addormentato, coccolato. C’è però un’altra operazione con cui i neo genitori si troveranno alle prese ed essa è la cura del moncone ombelicale. Se in sala parto il papà ha tagliato il cordone dopo il clampaggio effettuato dall’equipe medica, si saprà bene che un piccolo pezzetto di questo fondamentale collegamento tra feto e placenta resta ancora attaccato all’ombelico del bebè e necessita di alcune semplici cure.

Durante la degenza in ospedale, che solitamente si aggira sulle 48 ore per le donne che hanno dato alla luce i piccoli con parto naturale e sulle 72 ore per chi invece ha dovuto optare per un cesareo, sono le puericultrici del nido del punto nascita o ospedale che si occupano della medicazione del cordone. Una volta tornati a casa però sarà compito di mamma e papà tenere sempre ben pulita la parte, finché il moncone ombelicale non cadrà da solo. Ciò avviene solitamente nell’arco di 7-10 giorni dopo la nascita.

Come effettuare la medicazione del moncone ombelicale

La medicazione del moncone ombelicale prima della caduta può essere effettuata in diversi modi, con l’ausilio di disinfettanti oppure soltanto con garze sterili. In questa sede opteremo per questa seconda scelta: il moncone riesce ad essiccare e poi cadere senza l’utilizzo di alcun prodotto chimico. La prima cosa da fare è quella di lavarsi bene le mani: si può procedere dapprima al normale cambio del pannolino, in modo che la zona sarà ben detersa e pulita. Solitamente il moncone ombelicale andrebbe medicato una o due volte al giorno, di più se si nota che esso è stato accidentalmente sporcato da pipì o feci abbondanti. Con una garza sterile arrotolata su se stessa si deve avvolgere la base del moncone e poi fare un giro completo: si fisserà con un morbido nodo, effettuato con la garza stessa. Per un’ ulteriore sicurezza si può utilizzare anche una rete tubolare o fascia elastica con cui avvolgere l’addome del bambino, per evitare lo sfregamento con body, tutine e pannolini. In alternativa, sarà sufficiente la sola garza.

Questa medicazione va ripetuta fino alla completa caduta del moncone. Se un tempo considerato “normale” varia tra i sette e i dieci giorni, non ci si deve preoccupare se esso oltrepassa le due settimane. Una volta caduto il moncone, si dovranno utilizzare garze sterili e acqua ossigenata per aiutare la piccola ferita a cicatrizzare correttamente, tamponando con delicatezza.

Nonostante la medicazione del moncone ombelicale susciti sempre qualche preoccupazione nei neo genitori, essa è un’operazione davvero semplice da effettuare e che non richiede particolari abilità. Gli unici segnali che potrebbero destare qualche preoccupazione sono il rinvenimento di secrezioni tipo pus intorno al cordone: questo potrebbe voler dire che c’è un’infezione in corso e andrebbe comunicato al pediatra quanto prima.

Fino alla completa caduta e cicatrizzazione del cordone è sconsigliato fare il bagnetto al bebè: la completa immersione potrebbe ritardare il processo di essiccazione della parte. Il piccolo andrà lavato con acqua tiepida zona per zona, delicatamente, cercando di non inumidire la parte intorno al cordone ombelicale.

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